Vino Bio, semplicemente di-vino

Elena Mariotti, la sommelier di Ambiento, ci spiega perché è meglio scegliere il Biologico rispetto al convenzionale


La terra produce una poesia che viene trascritta in bottiglie: è il vino. A detta di Ernest Hemingway, uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. In Italia, la viticoltura è quasi una religione e negli ultimi anni è aumentata a dismisura la crescita di vigneti coltivati nel rispetto dell’ambiente e il numero di consumatori che lo acquistano. Questo trend positivo ha trasformato il comparto dei vini biologici, prima considerati di nicchia, in uno stile di vita diffuso e consolidato. Negli ultimi anni la viticoltura Bio in Italia è più che triplicata: il mercato richiede sempre di più prodotti biologici e l'attenzione sempre maggiore dei consumatori rispetto a ciò che mangiano e bevono ha un impatto sul consumo e sulla produzione dei vini Bio, sempre più in crescita.



Abbiamo chiesto alla nostra sommelier, Elena Mariotti, di spiegarci nel dettaglio cosa ha in più il vino Bio rispetto a quello convenzionale. In primis, il produttore cerca di intervenire il meno possibile nel processo produttivo vinicolo e, non usando pesticidi o prodotti chimici, l'uva è soggetta a maggiori rischi. Questo, dunque, porta ad un aumento del prezzo delle bottiglie biologiche rispetto a quelle classiche? Sì, ma l'attenzione e la cura sono maggiori. Inoltre, la differenza chiave è il rapporto vino-ambiente. Nella produzione di uve o di vini biologici, il produttore usa tutti i prodotti naturali volti a mantenere intatto l'ecosistema circostante e interviene solo in caso di necessità, mirando al minimo intervento umano. La salvaguardia dell'ambiente e il rispetto del consumatore sono sinonimo di qualità e di genuinità.



Sicilia Frappato DOC “Fondo Filara” 2019 - Nicosia, Terre Siciliane Carricante IGT 2018 - Cortese, Colli Euganei Cabernet Sauvignon DOC “Poggio Ameno” 2018 - Quota 101, Romangia Bianco IGT "Renosu" - Dettori: questi sono i vini Bio che Ambiento mette a disposizione ai suoi clienti. Il Frappato è un rosso fresco, versatile che può essere gustato con un tagliere di affettati o abbinato a un pesce condito: perfetto anche per le carni bianche. Il Cortese va bene per piatti strutturati di pesce o, anche in questo caso, con le carni bianche. Il Quota 101, invece, è un vino intenso e strutturato, ideale per tanti piatti di carne della nostra cucina. Il Renosu è un vino immediato, che si svela appena messo al naso per quei profumi ricchi e intensi. A tutto pasto, il "Renosu" di Dettori è vino bianco ideale con un'insalata a base di frutti di mare. Ideale per un aperitivo, accompagnato da delle tartine al salmone o dei finger food alle verdure.

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